IL CORO A SANTA MARIA DELLE MOLE

October 1, 2019

 

 

 

Quando mia moglie ha iniziato a frequentare il Coro, molti anni fa, ero troppo occupato dal lavoro. Andavo, comunque, a vedere i Concerti che davano e … mi piaceva. Mi è sempre piaciuta la musica e da ragazzo avevo raccolto una “Storia della Musica” che usciva a fascicoli ognuno con un disco allegato. Non c’era solo la Musica Classica, considerata “Musica” per eccellenza, ma anche quella delle origini, la musica etnica di tribù lontane che cercavano di comunicare riproducendo i rumori della foresta, della savana, della prateria, la musica medievale e il gregoriano, poi musica rinascimentale, barocca, fino all’Opera e alla musica moderna, jazz, pop, rock.

A Santa Maria, quaranta anni fa c’era ben poco: diverse strade, anche principali, non erano asfaltate  e in molte case l’acqua veniva dai pozzi privati perché non esisteva acquedotto. In piazza, dove oggi c’è il Centro Commerciale con la Banca Popolare del Lazio, c’era un Cinema e i principali divertimenti erano le sfilate coi carri in occasione del Carnevale e di qualche altra festa.

Nelle feste principali veniva la banda da Marino che girava per la piazza accompagnata dalle Majorettes locali.

In Chiesa c’era un piccolo Coro che cantava esclusivamente nelle funzioni religiose. Intanto il nostro Maestro, Massimiliano Stival, studiava Musica in Conservatorio, ed appena finiti gli studi, il Parroco Don Benedetto pensò di affidargli il Coro.

 

Da allora il Coro è diventato una realtà stabile di Santa Maria. Con alti e bassi, con difficoltà e soddisfazioni, con cambiamenti pressoché continui, ma sempre cercando di migliorare il repertorio e la preparazione dei Coristi. Qualche corista lo abbiamo perso per strada con grande dolore e i vecchi coristi ricordano ancora le loro voci: Piero e Giuseppe dei bassi, Maria Rosaria, Carmine e Adele dei soprani. Spesso è stato necessario ricominciare da capo addestrando persone nuove non sempre con una preparazione, anche minima, alle spalle. Sono stati fatti anche diversi tentativi di creare un gruppo di giovani  che avessero un repertorio loro e potessero esibirsi autonomamente dal Coro principale. E finalmente oggi possiamo presentarli con le loro interpretazioni.

 

Il Coro è stato anche in grado di organizzare viaggi realizzando rappresentazioni di prestigio. A Roma nel Pantheon, a Sant’Andrea della Valle, a San Silvestro ed in molte altre Chiese romane, ma anche in Teatri ed in luoghi aperti come nel Cortile del Museo di Roma a fianco di Piazza Navona. 

Il Coro è conosciuto anche fuori Roma, a Sassoferrato, ad Ischia, in Val Pusteria, a Camerino, al Teatro Puccini sul Lago di Massaciuccoli, ad Assisi, Loreto, Caserta, al Castello di Proceno ecc. Dovunque sia andato ha avuto apprezzamenti, lodi ed inviti a tornare.

 

Quanta strada è stata fatta con coristi e musicisti che si sono alternati ed hanno imparato brani di stili vari, dal Polifonico puro del Palestrina alla raffinatezza di Mozart o di Bach, dal pop di De Andrè al Jazz di Rabagliati, dalle colonne sonore allo stile moderno di Dobrogosz o di Karl Jenkins. Non mettiamo limiti al nostro desiderio di imparare e di trasmettere a chi ha la pazienza di ascoltarci con vibrazioni di sentimenti profondi.

 

Da ultimo e di importanza non minore, il Coro è un’occasione per donare a questa borgata di Marino la possibilità di fuggire, con la mente e con il cuore, dalla gabbia di un quartiere che rischia di diventare il dormitorio di persone che vengono quotidianamente risucchiate dalla grande Metropoli per lavoro e che perdono il legame vitale con la spinta interiore dei sentimenti e degli affetti. 

E’ il tentativo di dare a tutti, ma soprattutto ai giovani, quella voglia di vivere insieme e quello spirito che permette di affrontare tutti i giorni le difficoltà della vita e la noia della routine con determinazione e leggerezza. E’ la voglia di dimostrare ai giovani, che per divertirsi non hanno bisogno di un nuovo smartphone, ma di relazioni sociali vere e protette. 

 

Dopo la musica dei trovatori, dei menestrelli medievali o del gregoriano per le funzioni religiose,  si passò alla polifonia. La Musica celestiale del 1400, la musica del Rinascimento, incrocio di voci e di toni.      

Questa è la vera musica del Coro come la intendiamo oggi, intesa come dispiegamento di voci individuali raccolte e rese armoniose da andamenti di linee e punti, da picchi e respiri.

 

Ogni sezione ha la sua parte che si incrocia, si sovrappone, si divide dalle altre sezioni, senti il dialogo del Coro nel canto “a cappella” ossia senza l’aiuto degli strumenti musicali quando incrocia un’altra sezione: domanda, risposta. C’è chi fa la melodia principale, in genere sono i soprani, e sotto i bassi tessono la tela su cui il disegno si compone, si distende, si concentra e si allarga con l’aiuto delle altre sezioni. Contralti, tenori, soprani, bassi, si alternano nel contrappunto che è l’elemento caratteristico della polifonia, e senti armonie straordinarie, come un insieme di canne d’organo che vibrano insieme ma non all’unisono, ognuna con la sua voce.

 

Ho cominciato, ad un certo punto, a frequentare il Coro. All’inizio le difficoltà erano enormi. Non riuscivo a prendere le note. Non conoscevo la notazione musicale e non mi rendevo conto di come cantare. Ma il Coro non serve solo ad imparare a cantare. E’ un percorso che inizia non da gesti attivi, ma da gesti passivi. Occorre, all’inizio, avere la pazienza di saper ascoltare. Ascoltare, ascoltare, ascoltare! Un’attività che molti non hanno la pazienza, né la voglia di eseguire. Oggi non ascoltiamo gli altri, che peccato!

 

La vita del Coro ha due aspetti complementari che devono essere continuamente curati per poter progredire: le Prove e i Concerti. Uno in funzione dell’altro. Le Prove, due a settimana, di sera, dopocena, sono l’occasione per vedersi tutti insieme senza eccessive rigidità. Si scherza un po’, si chiacchiera un po’, si prova molto, a volte ripetendo i brani più volte, e, quando c’è qualcosa da festeggiare, ci facciamo prendere dall’allegria con qualche scherzo leggero, mettendo insieme ragazzi dai 15 anni sino ad adulti di 70 anni e più.

 

Questo è stato possibile solo con  la forza della musica e la cura di chi da anni si prodiga perché questo accada in modo del tutto naturale.

La maggior parte dei Coristi sono persone adulte, ma un discreto gruppo di ragazzi, aiutati da alcuni di noi e dal Maestro, preparano brani particolarmente dedicati a loro, devo dire con ottimi risultati.

 

Poi ci sono i Concerti. Occasione unica per conoscere altri Cori, altri luoghi, altri modi di fare musica. Ognuno ha un suo stile, un suo repertorio. Si conoscono realtà a volte impensabili: cantare in un Castello come quello di Ischia o di Proceno, in un’area rupestre sull’Appia Antica, su terrazze del Lago di Bolsena, o nei borghi medievali di paesini meravigliosi o in Hotel con lussuose sale per Convention. 

 

Quanti Concerti fatti, qualcuno solo per noi, nel cortile o nella sala di un ristorante o in una piccola chiesetta ai piedi delle montagne. Momenti solo per noi, di una serenità leggera che scende nell’anima.

Questa è la splendida sensazione che vorremmo trasmettere a tutti. A chi viene ad ascoltarci nei Concerti ma soprattutto a quanti volessero condividere con noi le fatiche per raggiungere quelle stesse sensazioni  piacevoli e forti.

Questo è l’invito conclusivo a chi volesse unirsi a noi senza paura. Al Coro non importa se qualcuno non “sa cantare”. Impareranno. Basta venire e PROVARE!

 

                                                                                                                                      Francesco Brecciaroli

 

 

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